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Forum Nucleare

Pro e contro del ritorno al nucleare
Le ultime segnalazioni
 
 

Sunday, May 29, 2005

Assemblea Scanziamo le Scorie

Il 5 giugno 2005 al Campo Base di Terzo Cavone in Scanzano J. alle ore 17:30 si svolgerà l’assemblea dell’Associazione Antinucleare "ScanZiamo le Scorie Campo Base-Terzo Cavone".

Ad oltre un anno di tempo dal 13 novembre 2003, giorno in cui qualcuno decise che Scanzano J. dovesse diventare un cimitero nucleare, il problema della sistematizzazione delle scorie non è stato ancora definito.

La discussione sulla riapertura del nucleare tende sempre più ad amplificarsi. Pochi giorni fà il neo Ministro alle Attività Produttive Scaiola ha dichiarato di essere favorevole ad una riapertura del Nucleare senza dirci dove e come voler sistemare la scorie.

Pertanto non abbassiamo la guardia e continuiamo a "vigilare".

Thursday, May 26, 2005

Nucleare: Scajola, "E' tempo di riaprire il dibattito"

Postiamo questa ennesia notizia. Da notare che il richiamo al nucleare arrivi dallo stesso ministero che da due anni non emana i decreti di attuazione per l'energia solare.

Questa la notizia:

ROMA - Il ministro per le Attivita' produttive Claudio Scajola ha dichiarato che in Italia e' tempo di riaprire il dibattito sull'energia nucleare. Scajola, intervenuto all'assemblea annuale di Confindustria, ha affermato: "Devo dire con estrema chiarezza che si e' fatto tempo di riparlare della questione dell'energia nucleare. Occorre che in questo Paese si riapra una discussione su questo punto lontana da impostazioni ideologiche e attenta solo ed esclusivamente ai due principi guida che la possono condurre: l'ottica costi-ricavi e l'ottica, scientificamente fondata, della tutela ambientale". (Agr)

Wednesday, May 25, 2005

PRATO VERDE?: SI PARLA BENE MA SI RAZZOLA MALE

Movimento Antinucleare Pacifista NOSCORIE TRISAIA:

Abbiamo partecipato come movimento Noscorie Trisaia al convegno sulla “disattivazione dell’impianto ITREC” organizzato il 18/05/2005 dalla Sogin spa e dal comune di Rotondella.

Buona l’organizzazione dell’incontro, con slide e materiale cartaceo ma molto deludenti le conclusioni del convegno a cui era presente lo stato maggiore Sogin, gli amministratori e una gran folla di cittadini.

Attraverso vari interventi si è parlato del ruolo di Sogin, della sistemazione del combustile irraggiato, delle barre di Elk River, della messa in sicurezza di alcuni rifiuti esistenti e della condotta a mare, ma non certamente della disattivazione del “gioiellino tecnologico” rappresentato dall’impianto di riprocessamento ITREC del ciclo Uranio Torio così come prevedeva il convegno.

Jean e la Sogin ci hanno sempre ripetuto che quest’impianto non interessa a nessuno.

In Russia ed in America sono tuttora in corso studi e ricerche sul ciclo uranio-torio, per la fabbricazione di combustibile nucleare per alimentare le centrali. Sogin è al tempo stesso partner e società appaltatrice in Russia del decommissioning di sommergibili nucleari, fabbriche di armi chimiche ed ha accordi con diverse società europee per il riprocessamento del combustibile, così come gli permette l’ultimo decreto Marzano, in feeling con le società elettriche che hanno acquistato quote di centrali nucleari in Slovacchia. Dalle relazioni scientifiche Sogin del convegno emerge che il torio è abbondante in natura (contrariamente all’uranio che avrebbe scorte limitate).

Alla domanda che fine farà l’ITREC della Trisaia di Rotondella, la Sogin risponde che sarà smantellato, ma s’ignorano al momento quali siano i progetti di smantellamento tra l’altro non illustrati affatto a Rotondella, nonostante il convegno. Gli impianti di riprocessamento sono un grave pericolo per le comunità più delle centrali nucleari.

I cittadini inglesi di Sellafield, dove esiste un impianto di riprocessamento del ciclo uranio plutonio, per dimostrare all’Italia (ed all’Inghilterra) il grado di pericolosità e di inquinamento del loro territorio hanno guarnito una pizza con le alghe del fiume Esk in West Cumbria e, dopo averla mandata in laboratorio per le analisi, l’hanno consegnata all’ambasciata Italiana a Londra. L’analisi del materiale, condotta dall’Università di Manchester, ha dimostrato che le alghe di Sellafield possono essere classificate come rifiuti di I categoria (esattamente come quelli conservati in bidoni sigillati presso il centro della Trisaia).

I continui omissis in commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti quando si parla di Trisaia (non ultima quella del 10/03/2005) alimentano le nostre perplessità e rafforzano invece le nostre convinzioni sulle vere intenzioni di non smantellare il Centro Itrec della Trisaia.

Abbiamo purtroppo avuto un passato incerto, caratterizzato da scarsa attenzione per la salute e molti incidenti nucleari, ma anche il presente ci appare poco trasparente.

Si inizia a parlare solo ora di monitoraggio ambientale, piano di emergenza nucleare, tutela della salute dei cittadini, danni economici al territorio e perdite di posti di lavoro nell’agricoltura e nel turismo. Ma alle parole seguiranno i fatti?

Ci auguriamo un decommissioning sicuro delle fosse e della condotta scarico a mare, che non nuoccia all’ambiente e alla popolazione, visto che attraverso l’aria, l’acqua, le polveri, il cibo, il nostro territorio corre seri pericoli di contaminazione a causa della radioattività che si sprigionerà con le attività di messa in sicurezza.

Chiediamo trasparenza sui segreti e omissis di Trisaia agli attuali dirigenti Sogin del centro della Trisaia, tra un passato Enea non chiaro ed un presente Sogin da chiarire.

In attesa che altri enti preposti al controllo svolgano al meglio il proprio lavoro, chiediamo alla Sogin di pubblicare tutti i dati del monitoraggio ambientale svolto dai propri laboratori, dati che, attraverso idonea comunicazione, potrebbero essere comprensibili a chiunque, anche coinvolgendo l’ottimo Istituto Professionale Chimico presente a Rotondella.

Continuiamo a chiedere con forza che le barre di Elk River tornino ai legittimi proprietari negli Stati Uniti e, dalla Trisaia e dalla Casaccia dove si trovano oggi, siano portate oltre oceano, senza sostare chissà per quanto tempo ancora in Trisaia come vogliono fare gli amministratori della Sogin, visto che con cadenze mensili paghiamo in bolletta tutti questi costi accessori e che un altro contenitore di barre per casaccia non graverebbe sui bilanci Sogin. Non è possibile parlare di “prato verde” se la Sogin non dice fino in fondo cosa intende fare con l’impianto ITREC e con le barre di Elk River.

Ai lucani serve invece un vero prato verde decontaminato in Trisaia, per avviare nei laboratori di ricerca del centro Enea nuove facoltà universitarie per una cultura di sviluppo della fascia jonica e del sud verso i popoli del mediterraneo. Prima accade tutto questo, meglio è per tutti.



Movimento Antinucleare Pacifista NOSCORIE TRISAIA

Email nonucleare@email.it

Saturday, May 21, 2005

Nucleare. Lion: radioattivi anche inciuci politici sull’atomo

“Qualsiasi tentativo di inciucio sul nucleare è altamente radioattivo, l’Unione eviti di rimanerne contaminata”. Marco Lion, deputato verde della commissione Ambiente, commenta così le esortazioni rivolte all’opposizione dal viceministro Urso ad aprire sui temi del nucleare. “I Verdi guardano avanti – spiega Lion - senza attardarsi dietro a tecnologie usurate e pericolose. Se anche nell’Unione emergesse qualche logica economicista che bada al costo del kilovattore e non
alle politiche di sostenibilità, ne saremmo decisi avversari politici. I Verdi sono disponibilissimi – conclude Lion - a lavorare subito ad una programma per l’utilizzo di energie alternative e pulite, come quella solare o lo sviluppo dell’idrogeno. Quanto alle presunte svolte americane, devono solo essere inquadrate nella logica di una paese che a livello pro-capite consuma energia sette volte in piu’ dell’Italia e che vuole mantenere a tutti i costi questo standard: trovare un manipolo di pseudo-ambientalisti prezzolati che reggono il gioco, purtroppo, non è difficile in America e neanche in Italia”.

Fonte Comunicato stampa pubblicato su Ecquologia

Tuesday, May 17, 2005

Fermiamo il nucleare a Taranto

Taranto diventerà come La Maddalena: porto di stazionamento e riparazione per sommergibili nucleari americani. Un sommergibile nucleare comporta dispersione di radioattività. Gli ultimi dieci giorni di giugno, le Marine Militari di Italia, Gran Bretagna e USA si eserciteranno nel recupero di un equipaggio di un sommergibile affondato artificiosamente al largo di Taranto. Come dire che queste marinerie sono consapevoli dei rischi. Il rischio, secondo loro, è solo per l’equipaggio, non riguarderebbe la cittadinanza. Il Comitato dei 2 NO ritiene che, in caso di disastro nucleare, anche la popolazione deve conoscere le procedure di emergenza da adottare. Il Comitato dei 2 NO è una rete di liberi cittadini che intendono opporsi al nucleare e ad ogni ulteriore militarizzazione, ovunque. Spetta a noi cittadini imporre scelte capaci di tutelare e migliorare la nostra vita; finora i potenti hanno pensato ai propri interessi, a dividersi la “torta”. Il nostro futuro dipende solo da noi. Non ci aiuterà nessuno. Senza ricorso alle armi, rifiutando il nucleare, costruiremo una prospettiva di pace e di prosperità. Facciamo valere il nostro diritto ad una economia fondata sulle risorse naturali e non sullo sfruttamento di altri popoli.

Il Comitato dei 2 No si riunisce ogni mercoledì alle ore 18.30 presso la libreria Gilgamesh (g. c.) in via Oberdan, 45 - Taranto

Nucleare: Urso, ambientalisti italiani riflettano su svolta americana

Roma, 17 mag. - (Adnkronos) - “Ci fa piacere che dalla Sinistra riformista sul tema del nucleare ci siano spiragli di dialogo e la volontà di procedere insieme verso la costituzione di un comitato bipartisan sui temi legati alla politica energetica”. E’ quanto dichiara Adolfo Urso, Vice Ministro alle Attività Produttive. “Agli oltranzisti -aggiunge Urso- suggerisco di guardare con attenzione a cosa sta succedendo nel mondo, dall’Inghilterra di Blair, agli ambientalisti americani pronti ad un patto trasversale da portare al Congresso proprio per contrastare l’effetto serra e l’inquinamento”.

Monday, May 16, 2005

Svezia: nucleare, malfunzionamenti alla centrale di Oskarshamn

16 mag 16:00 Svezia: nucleare, malfunzionamenti alla centrale di Oskarshamn

STOCCOLMA - E' stata chiusa la centrale nucleare di Oskarshamn, in Svezia, per il malfunzionamento di uno dei reattori. E' stato reso noto dalla compagnia che gestisce l'impianto. La societa' ha inoltre assicurato che non c'e' stata fuoriuscita di sostanze radioattive, non ha pero' comunicato la data in cui la centrale rientrera' in funzione. (Agr)

Fonte Corriere della Sera

Ritorno al nucleare? No grazie!

Rinasce il forum per dire No al ritorno del nucleare in Italia.

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